carcere

La tecnica della Meditazione Trascendentale è il programma di maggior successo tra quelli che sono stati presi in esame per le carceri e la riabilitazione. Un numero sempre maggiore di carceri in tutto il mondo utilizza questa tecnica per riabilitare i detenuti nel modo più efficace. La tecnica della Meditazione Trascendentale allevia lo stress, allevia le tensioni e i sintomi da trauma radicati, che rappresentano la base del comportamento criminale.

Situazione

Stress: un problema cruciale nelle carceri

La situazione attuale nelle carceri italiane è ancora lontana dal garantire ai detenuti un adeguato ed efficace percorso di integrazione sociale ma soprattutto una riabilitazione al benessere della persona.

La depressione infatti,  colpisce il 10% dei reclusi, il 4% dei detenuti delle carceri Italiane è affetto da disturbi psicotici, mentre il 65% convive con un disturbo della personalità. Significativa è anche la percentuale di popolazione carceraria (dal 4% al 20%) che soffre di disturbo da stress post-traumatico, con particolare riferimento ai detenuti migranti.

Una  situazione davvero allarmante per le carceri italiane, dove lo stress  e la malattia mentale sono molto più presenti di quel che si pensa non solo tra i detenuti ma anche tra gli agenti di polizia penitenziaria e tra gli operatori che lavorano nelle carceri.

Non sempre è possibile modificare le condizioni che causano stress, ma noi della “Fondazione Maharishi” sappiamo che è possibile offrire ai detenuti e a tutti coloro che operano nel carcere uno strumento per migliorare la qualità di vita aumentando la resilienza e il benessere personale.

Soluzione

La Meditazione Trascendentale allevia i sintomi da trauma radicati nei detenuti

La risposta a questa esigenza è il programma di Meditazione Trascendentale, un efficace programma di crescita personale e di riduzione dello stress, semplice, naturale, adatto a tutti e conveniente, già utilizzato da decenni in istituti carcerari e istituti per i minori di molte nazioni, come Stati Uniti, Spagna, India, Brasile, Messico, Cile, Paraguay, Filippine, Senegal, Italia, spesso in contesti a elevata criticità.

In Italia il primo esperimento è stato fatto all’interno del progetto "Freedom Behind the Barriers" (Libertà dietro le sbarre) proposto nel 1995 ai detenuti del carcere di Belluno e poi approvato dalla autorità garante di Venezia. Il progetto è stato finanziato dalle autorità locali (il Comune e la Provincia) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona (ora Unicredit). 

La tecnica di Meditazione Trascendentale praticata per 20 minuti due volte al giorno seduti comodamente ad occhi chiusi allevia lo stress, allevia le tensioni e i sintomi da trauma radicati nei detenuti, che rappresentano la base del comportamento criminale.

Mano a mano che i traumi del passato si dissolvono, i detenuti si sentono sempre più calmi e il loro comportamento migliora spontaneamente. Ansia, rabbia e aggressività diminuiscono, mentre aumentano l’autostima, la capacità di assumersi la responsabilità per le proprie azioni e di realizzare i propri obiettivi.

Spontaneamente con la pratica della Meditazione Trascendentale i comportamenti diventano più positivi, diminuiscono le infrazioni ai regolamenti carcerari e gli episodi di violenza; la qualità di vita all’interno del carcere migliora; il processo di riabilitazione diventa più efficace, facilitando anche il successo dei programmi motivazionali e di reinserimento.

Siamo ben consapevoli che esistono molti programmi che aiutano a far fronte allo stress. Studi scientifici sulla Meditazione Trascendentale dimostrano che questa tecnica rappresenta un supporto ideale per promuovere il benessere della persona a 360 gradi, non solo migliorando il comportamento e la tranquillità, ma anche migliorando la salute sia mentale che fisica dei detenuti.

Inoltre la tecnica di Meditazione Trascendentale proteggere il personale penitenziario dal rischio di stress e di burnout aumentando il benessere emozionale, le emozioni positive e la soddisfazione nello svolgimento della propria professione. 

Progetti

I progetti di maggior successo

ricerca scientifica

Trascendere: il metodo più efficace per la riabilitazione dei detenuti

Allo stato attuale dell’odierna ricerca scientifica si può facilmente spiegare perché le carceri e la maggior parte dei programmi di riabilitazione abbiano ben poca efficacia e ci dà anche immediatamente una spiegazione del perché l’esperienza del trascendere abbia un così grande successo nella riabilitazione dei detenuti.

È generalmente noto, negli ambienti scientifici, che una parte specifica del nostro cervello è responsabile di una migliore funzionalità, come la pianificazione a lungo termine, il ragionamento morale e la capacità di decidere se una cosa sia giusta o sbagliata. Si tratta della parte frontale del cervello, quella situata proprio sopra i nostri occhi, chiamata anche corteccia prefrontale. Questa parte a volte viene anche indicata come centro dirigenziale o direttore generale del cervello, poiché la maggior parte delle decisioni vengono prese lì. La corteccia prefrontale è quella parte del cervello che distingue gli esseri umani dagli animali.

ricerca scientifica

Un comportamento violento dipende dal cervello, e lo si può anche prevenire.

Nel normale funzionamento del cervello, il flusso di informazioni avviene in questo modo: l’informazione entra attraverso i sensi, viene inviata alla corteccia prefrontale, lì viene elaborata, e le decisioni vengono quindi inviate alla parte motoria del cervello, che invia l’impulso di risposta ai relativi muscoli. 

In uno stato di stress tale flusso informativo si modifica. L’informazione non passa più attraverso la corteccia prefrontale, ma viene inviata direttamente dai sensi alle parti motorie.

C’è una buona ragione per cui siamo stati progettati e ci siamo evoluti in questo modo. Quando, per esempio, attraversiamo la strada mentre una macchina si avvicina, non vorremmo essere in uno stato in cui abbiamo bisogno di tempo per pensare a cosa fare. Abbiamo bisogno di saltare via immediatamente, impulsivamente. Non c’è tempo per pensare. Il meccanismo è lì per proteggerci.

Tuttavia questo meccanismo non è stato pensato per situazioni di stress cronico. Quando le persone sono continuamente sotto stress, la corteccia prefrontale è disattivata. I pensieri hanno una portata limitata, sono impulsivi. Ci si comincia a comportare più come un animale che come un essere umano.

Si cerca di impedire alle persone di commettere reati, con un’educazione a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, in combinazione con la punizione. In una certa misura questo può funzionare, ma per qualche soggetto, sottoposto a notevoli sollecitazioni, questo farà poca differenza. Il suo intelletto superiore (la corteccia prefrontale) è disattivato, egli non è più in grado di vedere ciò che è giusto o sbagliato. E inoltre non è più in grado di pensare alle possibili conseguenze a lungo termine delle sue azioni. Agisce impulsivamente. E questo è misurabile.

Nelle persone che mostrano una tendenza alla violenza, è possibile osservare oggettivamente che il cervello frontale mostra ‘buchi funzionali’. Ci sono veri e propri buchi nel cervello e le aree frontali del cervello sono definitivamente disattivate. Questa immagine mostra una scansione del flusso sanguigno cerebrale (queste sono immagini della faccia inferiore del cervello, l’immagine a sinistra mostra un cervello normale, l’immagine a destra mostra una persona con una tendenza alla violenza). I buchi funzionali sono zone dove il flusso sanguigno è assente e non c’è più attività. I tre fattori che hanno una maggiore influenza per la creazione di tali buchi sono lo stress, l’alcol e le droghe.


Diminuzione dell’insonnia

Detenuti di un carcere di massima sicurezza che hanno appreso il Programma di Meditazione Trascendentale hanno mostrato, rispetto al gruppo di controllo, una riduzione dell’insonnia e una migliore qualità del sonno.

Bibliografia: Criminal Justice and Behavior 5. 3–20, 1978. (Ric.278).

Diminuzione della diffidenza

Detenuti di un carcere di massima sicurezza che hanno appreso il Programma di Meditazione Trascendentale hanno mostrato, rispetto al gruppo di controllo, una riduzione della diffidenza.

Bibliografia: Criminal Justice and Behavior 5. 3–20, 1978. (Ric.278).

Diminuzione del risentimento

Detenuti di un carcere di massima sicurezza che hanno appreso il Programma di Meditazione Trascendentale hanno mostrato, rispetto al gruppo di controllo, una riduzione del risentimento.

Bibliografia: Criminal Justice and Behavior 5. 3–20, 1978. (Ric.278).

Per altre ricerche sulle Carceri

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Monica Nappo

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